Perché il gatto fa fatica a respirare?

A volte il proprio gatto può far fatica a respirare. Un bel problema e… un grande dispiacere per il suo proprietario, che rimane spesso piuttosto destabilizzato e di malumore nel vedere dinanzi a sé il micio con il naso pieno di muco, con gli occhi semichiusi, alle prese con i colpi di tosse e con gli starnuti continui?

Si tratta di una situazione che potrebbe essere frutto di una lunga serie di sintomi, e che generalmente arricchisce un quadro patologico, frequente e tipico, che è caratteristico di una serie di infezioni respiratorie feline. Alcune di queste possono essere lievi, altre purtroppo possono essere particolarmente persistenti e fastidiose.

Peraltro, si parla di “complesso” patologico, perché ad essere causa sono diversi virus e differenti batteri, che possono dare seguito a malattie che a volte possono essere molto simili tra loro, tanto da poter essere facilmente confuse, complicando la vita ai proprietari e ai veterinari.

Ad ogni modo, andando con ordine, rammentiamo come i microbi più frequentemente colpevoli di questo quadro patologico siano herpesvirus, calicivirus, clamidie e micoplasmi. E ricordiamo altresì che i sintomi comuni a tutte queste infezioni siano la presenza di febbre, di rinite, di congiuntivite, e ancora la presenza di catarro nelle prime vie aeree.

Sebbene ci siano molti sintomi comuni, spesso la diagnosi viene effettuata sulla base della presenza di alcuni sintomi molto specifici, poiché relativi a agenti patogeni che – appunto – si distinguono per delle particolarità: si pensi ai calicivirus e agli herpesvirus, che generalmente possono sfociare anche attraverso una infiammazione ulcerativa della bocca e della lingua. Oppure si pensi alle clamidie, che tipicamente “donano” come sintomo una congiuntivite che tende a cronicizzare. E che dire degli herpesvirus? Questi virus possono sfociare purtroppo anche in una cheratocongiuntivite grave, che può essere in grado, nel peggiore dei casi, di ulcerazione della cornea.

Come se non bastasse, in tutti i casi di questo complesso, l’infezione primaria può essere aggravata da c.d. “germi opportunisti”, che sono in grado di determinare anche delle gravi polmoniti.

Ancora, il gatto che si trova alle prese con questi sintomi spesso non vuole mangiare: il rifiuto del cibo è determinato a volte dalla scomparsa dell’olfatto e del gusto, a volte dalla presenza di ulcere orali che provocano dolore, o ancora la difficoltà a deglutire avendo nel contempo problemi respiratori.

Purtroppo, anche se la maggior parte di queste malattie può essere facilmente ricondotta in guarigione, a volte le patologie possono lasciare conseguenze a lungo termine, come una broncopneumopatia cronica di tipo asmatico e una stomatite ulcerativa cronica e molto fastidiosa.

Meglio dunque intervenire il prima possibile, ben sapendo che la terapia generalmente consiste in antibiotici, mucolitici, colliri, antivirali topici e sistemici, e cure di sostegno che il veterinario avrà cura di personalizzare sulla base delle condizioni del gatto e degli obiettivi di cura.

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