Il vaccino antirabbico

Perché è obbligatorio sottoporsi al vaccino antirabbico? Chi si deve sottoporre a questa vaccinazione?


zampa gattoLa rabbia è una malattia infettiva, ancora oggi incurabile, che colpisce tutti i mammiferi, compreso l’uomo. La rabbia può diffondersi attraverso la saliva degli animali infetti, veicolo di trasmissione e di contagio tra animali, che può riguardare anche le persone. Il mezzo di contagio può avvenire mediante un un morso oppure attraverso il contatto tra la saliva dell’animale ed una ferita aperta, oppure una mucosa della cavità orale o quella degli occhi.

La rabbia, nota sin dai tempi antichi e riconoscibile per la sua sintomatologia e per il impatto anche fatale, rappresenta un problema importante riconosciuto anche a livello sanitario, ma ormai è sotto controllo, quindi non vi è più l’obbligo della vaccinazione sugli animali in alcune regioni italiane (in base alla delibera del Ministero della Salute nel febbraio 2013).

Prima di questa data, la vaccinazione era obbligatoria per gli animali, ciò nonostante molti veterinari ancora consigliano di eseguirla quando ci si dovesse recare in territori dove è ancora presente.


Il vaccino è ancora obbligatorio nel cane e nel gatto, in caso di espatrio. Gli animali devono essere sottoposti a vaccinazione almeno 30 giorni prima della data di partenza.

Soprattutto per gli animali che hanno l’attitudine per razza, o l’occasione di girovagare senza controllo, con il rischio di imbattersi in specie selvatiche portatrici del virus responsabile della rabbia, dovrebbero essere sottoposti all’antirabbica con una certa regolarità.

Una prima volta, il vaccino antirabbico andrebbe somministrato in soggetti di circa quattro/sei mesi di età e successivamente richiamato ma solo in caso di necessità.

In Italia vi sono dei preparati specifici che hanno validità annuale, biennale e triennale. Spetta al medico veterinario stabilire il vaccino antirabbico più adatto al caso specifico.

Una eventuale somministrazione vaccinale per esercitare un effetto protettivo dell’organismo, deve essere eseguita su un animale in buone condizioni di salute. Se il sistema immunitario è già sottoposto a condizioni patologiche particolari, in atto o in divenire, ne va della risposta degli anticorpi, oltre al rischio che l’affezione già in corso, o in via di sviluppo, possa manifestarsi in modo più impattante.

Una misura preventiva consigliata è quella di tenere sotto controllo gli animali domestici, particolarmente quando sono sono all’aperto, per evitare di farli entrare in contatto con altri animali selvatici, che potrebbero essere affetti da rabbia.

Se ci si accorge della presenza di animali incustoditi, potenzialmente pericolosi, sarebbe bene sempre mettersi in contatto con le autorità locali, avvisare canili, gattili o le autorità sanitarie locali.

Mentre per quanto riguarda altri piccoli animali domestici, come conigli e porcellini d’india o furetti, che non possono essere vaccinati contro la rabbia, non esistendo per loro vaccini sicuri, questi dovrebbero essere custoditi in casa, in una gabbia, lontano da altri animali predatori per evitare i possibili rischi di un contagio.

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