Dagli USA il congedo retribuito per chi adotta un cane

cane pallaSi chiama Pawternity Leave e, almeno per ora, è solo un’iniziativa diffusa negli Stati Uniti, che tuttavia non si può certamente escludere che non possa arrivare anche qui da noi. Si tratta di una particolare forma di congedo retribuito, indirizzata nei confronti di coloro che adottano un cane o un altro animale domestico. Insomma, qualche giorno di meritato riposo per chi sceglie di accogliere un quattro zampe nel proprio contesto familiare, e che finora viene prevista su libera iniziativa delle imprese che hanno scelto di rendersi più sensibili all’argomento, sull’evidenza che, oggi giorno, un animale domestico è considerabile parte integrante della propria famiglia.

Stando a quanto ricorda la Lav per voce del suo presidente, Gianluca Felicetti, si tratta di “segnali importantissimi che vengono ormai da più parti del mondo e che fanno il paio con una crescente sensibilità nei confronti degli animali, inequivocabilmente confermata dai dati”.

È sempre Felicetti a ricordarci poi che nel nostro Paese un terzo dei cittadini vive con almeno un animale domestico, e che sono oltre 60 milioni i cani, gatti, uccelli, criceti, tartarughe e pesci, che ci fanno quotidianamente compagnia, alimentando peraltro un business in continua crescita, grazie alle spese di consumo e di servizio.

Ci troviamo pertanto – prosegue Felicetti – dinanzi a “tendenze che si strutturano sul lungo periodo e che indicano un’evoluzione in positivo delle nostre società, non a semplici mode, come ha provocatoriamente affermato qualcuno negare questo significa negare il diritto di milioni di cittadini che hanno accolto un animale nella propria famiglia, e i diritti degli animali stessi che non possono e non devono essere considerati oggetti, ma esseri senzienti cui spetta una vita dignitosa e cure adeguate, a partire dalla quotidianità familiare”.

E in Italia? Per il momento nel nostro Paese non ci sono simili iniziative, anche se proprio la Lav ha sostenuto con successo l’azione di una dipendente pubblica nei confronti del riconoscimento del permesso retribuito di due giorni, utile per poter curare il proprio cane. Per il momento si tratta pertanto di iniziative sporadiche, di privati, cui non corrispondono norme specifiche.

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