Azoturia, malattia del cavallo

cavalloUna fra le malattie più tipiche, che possono colpire il cavallo, è l’azoturia, una patologia che condiziona fortemente le condizioni fisiche e la salute dell’animale, procurandogli una forte debilitazione.
La bizzarra definizione del disturbo – ‘malattia del lunedì’ – deriva dal fatto che essa si presenta dopo un periodo di riposo e di stacco da una regolare attività fisica e al momento di riprendere la normale routine del movimento.
L’azoturia colpisce più di frequente gli esemplari da lavoro e da tiro e con minore ricorrenza anche i cavalli da esibizione.

Un altro termine per indicare la malattia è ‘rabdomiolisi equina da sforzo’, la patologia si manifesta attraverso problemi muscolari evidenti nel movimento e nella eccessiva produzione di acido lattico, come anche attraverso infiammazioni e spasmi muscolari.

Le cause della malattia non sono solo da ricercare nelle condizioni organiche e fisiche dell’animale, ma anche in una dieta scorretta, eventualmente caratterizzata da un contenuto eccessivo di carboidrati. Il disturbo, che rientra nel gruppo delle miopatie da sforzo, può anche essere causato da una inattività prolungata o da una preparazione muscolare non appropriata.


I cavalli che ne sono soggetti sono prevalentemente quelli da corsa, da competizione e da lavoro. All’origine dell’azoturia vi possono essere delle problematiche fisiche o dei traumi specifici, come anche un allenamento non completo mirato alla preparazione del cavallo in vista di gare di una certa importanza.


Anche particolari condizioni climatiche – come le temperature freddo e rigide – possono determinare questo genere di problemi fisici, danneggiando la muscolatura dell’animale. Un’altra causa è da ricercarsi nel tipo di alimentazione sovrabbondante in cereali e non associata ad un movimento adeguato necessario a smaltirli.


I sintomi tipici di questa malattia comportano infiammazioni muscolari e conseguente dolore, presenza di acido lattico e zoppia. Gli arti inferiori tendono a soffrire di crampi e di spasmi perché irrigidite e a questi si associano una intensa sudorazione e accelerazione del battito cardiaco.
Il cavallo in sofferenza compirà dei movimenti mirati a distribuire il dolore spostando il peso da una zampa all’altra e incurvando la schiena.


In casi più seri della malattia può verificarsi una necrosi muscolare con la perdita di controllo dell’articolazione posteriore. La malattia deve essere trattata adeguatamente per scongiurare la comparsa di piaghe da decubito e il rischio di setticemia.

La terapia per la cura dell’azoturia si basa sulla somministrazione di antinfiammatori specifici, di massaggi nei punti interessati e terapia del calore. Per sciogliere la muscolatura e ritrovare una buona salute sono anche consigliabili delle brevi passeggiate ed una terapia liquida in endovenosa per eliminare le scorie e la mioglobina.

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