Le ricostruzioni degli scheletri di questi animali rivelano che
essi possedevano caratteri assai singolari.
La loro testa era molto piccola e ospitava un cervello delle
dimensioni di quello di un gatto, le mascelle erano prive di denti
nella parte anteriore e provviste in quella posteriore di denti
corti e deboli; il loro corpo era arcuato e le zampe asimmetriche,
quelle posteriori infatti erano molto più lunghe di quelle
anteriori; la loro coda terminava con una serie di spine ossee;
raggiungevano la lunghezza di circa sei metri.
In corrispondenza della colonna vertebrale, si ergevano sul loro
corpo una serie di piastre ossee che sembra avessero funzione
di termoregolatori.
Si suppone che questi animali fossero goffi e lenti nella loro
andatura da quadrupede.
La loro alimentazione si basava su basse piante che ingerivano
brucando il terreno.
Forse erano in grado di sollevarsi sulle zampe posteriori usando
come appoggio stabile la loro robusta coda, riuscendo così
a nutrirsi anche di vegetali più alti.
A causa dei piccoli denti non masticavano il cibo che per essere
digerito stazionava a lungo nello stomaco: i loro denti erano
infatti adatti a tagliare le foglie più che a triturarle.
Gli stegosauridi si diffusero in tutta la Pangea dal Giurassico
al Cretaceo, il che vale a dire che questa specie è sopravvissuta
per circa cento milioni di anni.
Resti di stegosauridi sono stati rinvenuti in Europa, nell'America
del Nord, in Africa ed in Asia. Gli esemplari più noti
sono il Craterosaurus e lo Stegosaurus.
Maurizio Toscani