I plateosauridi furono i più grandi dinosauri del Triassico;
si diffusero in tutta la Pangea assumendo un ruolo predominante.
Erano caratterizzati da una testa piccola su un lungo e massiccio
collo, una coda ben sviluppata e gli arti anteriori più
corti dei posteriori tutti dotati di cinque dita.
Erano quadrupedi ma sapevano muoversi agilmente anche sulle due
zampe posteriori.
Erano dinosauri di notevoli dimensioni, il Massospondylus raggiungeva
i quattro metri di lunghezza, il Lufengosaurus i sei, il Plateosaurus
con i suoi otto metri era il più grande dinosauro erbivoro
del Triassico, l'Euskelosaurus i dodici; facevano eccezione l'Aristosaurus
e l'Ammosaurus che raggiungevano rispettivamente un metro e mezzo
e due e mezzo di lunghezza.
Il peso di un esemplare adulto delle specie più grosse
si aggirava intorno ai diciotto quintali.
Quando si ergevano in posizione erette potevano superare un'altezza
dal suolo di oltre cinque metri.
La deambulazione era goffa e lenta e questo poteva rappresentare
un grosso rischio per un animale solo; è probabile che
per garantire la sopravvivenza della specie abbiano acquisito
abitudini sociali evolute: la formazione di grossi gruppi li rendeva
meno vulnerabili e non facili prede.
Questa ipotesi è confermata dal ritrovamento dei cosiddetti
"cimiteri" di plateosauridi intorno a Stoccarda.
Alcuni studi hanno evidenziato le abitudini migratorie di questi
animali alla ricerca di cibo.
Maurizio Toscani
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