Erano Ornitopodi di piccole dimensioni, la loro lunghezza media
era di circa un metro e settanta centimetri e pesavano intorno
ai settanta chilogrammi ma alcuni studi recenti tendono a dimostrare
che qualche esemplare potesse raggiungere la lunghezza di quattro
metri.
Erano erbivori con caratteristiche simili ai fabrosauridi: erano
bipedi agili, i loro arti posteriori erano molto sviluppati in
lunghezza e possedevano quattro dita, gli arti anteriori, poco
sviluppati perché poco utilizzati terminavano con cinque
dita.
Anche per questi animali la lunga coda svolgeva l'importantissima
funzione di bilanciamento.
Di questi animali sono stati ritrovati reperti fossili molto completi
così che si sa anche che avevano la pelle del dorso ricoperta
da placche ossee e che, essendo velocissimi corridori, potevano
condurre vita prevalentemente terrestre riuscendo a sfuggire a
qualsiasi predatore.
Rispetto ai fabrosauridi, gli ipsilofontidi, possedevano un apparato
masticatorio più sviluppato ed efficiente e questo permetteva
loro di nutrirsi con una maggiore varietà di vegetali riuscendo
a sopravvivere in ambienti assai diversi per caratteristiche climatiche
e ambientali in generale.
Di questa famiglia si conoscono più di dodici generi,
il più noto è l'Hypsilophodon, chiamato anche dinosauro
gazzella per la velocità con cui riusciva a muoversi; altro
esemplare noto è l'Othnìelia che possedeva denti
smaltati, vanno ricordati, tra gli altri, il Dysalotosaurus, il
Parkosaurus e il Valdosaurus.
Maurizio Toscani