Dinosauri: barionichidi

I primi resti di questa famiglia di dinosauri, sono stati scoperti nel 1983 da un ricercatore dilettante: un idraulico inglese, William Walker, riuscì a legare il proprio nome a quella che viene considerata la scoperta scientifica per eccellenza del ventesimo secolo.

Egli ritrovò i resti di un enorme artiglio adunco di una specie di dinosauri ancora sconosciuta che venne battezzata con il nome di Baryonix walkeri, il cui significato letterario è "il potente artiglio di Walker.

Le ricerche svolte negli anni successivi nella stessa area hanno portato alla luce molti frammenti di questo dinosauro fino ad allora sconosciuto.

Lo scheletro che si riuscì a ricostruire grazie al ritrovamento delle ossa, era quello di un teropode carnivoro: fu così istituita la famiglia dei barionichidi.

I barionichidi erano alti circa quattro metri, raggiungevano una lunghezza media di nove metri e il loro peso si aggirava intorno alle due tonnellate.

Il cranio era stretto ed allungato e la robusta mascella era caratterizzata dalla forma della mandibola a "s".

Le loro narici erano situate a metà del capo e tra l'osso nasale e quello frontale si ergeva una cresta ossea.

La loro bocca era dotata di 128 denti, quantità doppia rispetto al numero posseduto da tutti gli altri dinosauri carnivori.

Tra tutti i teropodi noti, i barionichidi, sono quelli che possedevano gli arti anteriori più lunghi e robusti e le zampe posteriori, come in tutti i teropodi, erano molto ben sviluppate.

Questi animali erano presenti 124 milioni d'anni fa in una zona corrispondente all'attuale Inghilterra del sud, al Belgio e alla Francia, in un paesaggio ricco di fiumi, laghi e monti.

I Barionichidi si nutrivano di pesci che cacciavano afferrandoli con un movimento della zampa, con una tecnica simile a quella utilizzata dagli orsi grigi dell'America del Nord.

Maurizio Toscani