Questi animali erano caratterizzati da una testa dotata di creste
differenti a seconda della specie; sia le mani che i piedi, in
questi animali, erano prive del primo dito e la loro mano era
palmata.
La loro lunghezza era variabile dai tre ai quindici metri e potevano
raggiungere le tre tonnellate di peso.
Le loro caratteristiche peculiari erano quelle proprie degli
ornitopodi: avevano infatti la coda munita di vertebre con il
vertice schiacciato; le zampe posteriori più lunghe e possenti
di quelle anteriori.
Erano bipedi facoltativi, in grado, cioè, di deambulare
in entrambe le posture: eretta e quadrupede.
Gli Adrosauridi vengono comunemente riconosciuti con l'appellativo
di "dinosauri a becco d'anatra" perché il cranio
terminiva in un becco molto simile a quello di questi uccelli;
era sovrastato da una cresta ossea; all'interno della bocca alloggiavano
i denti disposti in doppia fila e nella parte posteriore ve ne
erano allocati numerosi di ricambio così che un dente guasto
o danneggiato era prontamente sostituito: nella bocca di questi
animali sono stati ritrovati file composte da schieramenti di
oltre mille denti.
L'analisi dei resti di cibo ritrovati nel corpo di un Adrosauride
mummificato lascia supporre che questi animali conducessero vita
prevalentemente terrestre, nonostante le caratteristiche fisiche
da animale acquatico: si trattava infatti di aghi di pino, ramoscelli
e semi di conifere.
L'analisi dei fossili ha rivelato che la loro pelle era liscia,
pertanto è consentito supporre che per difendersi dai predatori
questi animali ricorressero al mimetismo.
Maurizio Toscani