Endurance é una delle discipline equestri meno conosciute
in Italia.
Sebbene essa sia anche una delle più affascinanti, questo
fatto è in parte dovuto alla giovane
età della disciplina stessa, che non vanta trascorsi simili a
quelli delle corse negli ippodromi o
del salto ostacoli.
Questo testo ha lo scopo di "spiegare" a tutti i curiosi in cosa
consiste una gara di Endurance. Una gara di Endurance si snoda
su di un percorso di campagna, opportunamente segnalato.
PERCORSI
I percorsi possono essere di "Regolarità" (30, 60 Km.)
oppure di "Velocità" ( 90 km ed oltre).
CRITERI DI VALUTAZIONE
Prima della gara il veterinario misurerà i battiti cardiaci del
cavallo in modo tale da valutare dopo la gara quale cavallo avrà
avuto il minor scarto tra battiti alla partenza e battiti all'arrivo.
Questo
é il primo criterio per valutare il vincitore di una gara,
ovvero una gran parte del punteggio é data proprio dal
valore basso di questo dato.
Nelle gare di regolarità ha molta importanza anche un altro
fattore, quello della vicinanza relativa al tempo stabilito
dai
giudici di gara. Ad esempio, se il giudice di gara ha stabilito
che non si deve arrivare prima dell' ora, (esempio) 13:05 il
cavaliere che otterrà maggiore punteggio sarà quello che
avrà "azzeccato" il tempo stesso (13:05) o che avrà pochissimo
scarto da esso (arrivare prima del tempo minimo comporta l'eliminazione
del binomio), oltre ovviamente, ad un "battito basso" (del cavallo!).
Un'equazione tra questi due valori determina il vincitore delle
gare di regolarità. Per le gare di livello superiore ha molta
importanza l'ordine di arrivo.

COME SI SVILUPPA
Durante la gara, una équipe formata solitamente dagli amici dei
cavalieri, si occupa di farsi trovare pronta in predeterminati
punti tappa obbligatori. Durante la tappa, l'assistente più esperto
informa circa i tempi di svolgimento della gara (posizione in
graduatoria, ritardi, struttura geologica dei km. successivi),
mentre gli altri aiutanti rinfrescano il cavallo (ed a volte anche
il cavaliere!!).
Per questa difficile disciplina vengono utilizzati prevalentemente
cavalli di razza Purosangue Arabo, in quanto possiedono doti di
eccezionale resistenza e capacità di recupero, oltre alla giusta
nevrilità utile ad affrontare queste gare.
Contrariamente a quanto si possa pensare l'arabo é un
cavallo resistentissimo e deve questa sua qualità proprio al fatto
di essere nato nel deserto come cavalcatura degli antichi guerrieri
e degli alti personaggi che abitavano il deserto. Sempre dal deserto
deriva la più rustica cavalcatura del cavallo berbero (destinata
più ai guerrieri che ai pascià, come il PSA), che ben si addice
alla disciplina dell'Endurance. Morfologicamente meno accattivante
resta comunque una razza dalla forte padronalità e dall'eccezionale
tempra fisica.
ALIMENTAZIONE
E' fondamentale il fieno: oltre ad essere di ottima qualità
(non troppo maturo), è preferibile abbia un contenuto proteico
tra l'8 e il 14% (più alto in un cavallo in lavoro): i cavalli
da fondo non hanno bisogno di molte proteine e, se assunte in
eccesso, devono spendere energie e acqua per disperderle, quindi
limitate possibilmente l'erba medica o il trifoglio ai giorni
di allenamento intenso e alle gare.
Il cavallo deve sempre avere a disposizione del fieno,
soprattutto se viene tenuto in box; ma anche se ha la possibilità
di pascolare in un paddock. Il fieno è un'ottima fonte di energia
per il cavallo, richiede una lunga digestione (movimento intestinale),
fa aumentare l'assunzione di acqua che diventa perciò una buona
riserva anche di elettroliti.
Per quanto riguarda i cereali/mangime, esistono molti preparati
in commercio per le diverse esigenze. Se vi trovate bene con un
certo alimento, il cavallo rende bene, ha il pelo lucido, digerisce
bene e vi dà delle prestazioni soddisfacenti, non cambiatelo necessariamente;
se intendete cambiarlo perché invece non vi soddisfa, fatelo per
gradi, perché la flora intestinale del cavallo richiede tempo
prima di adattarsi alla digestione di un nuovo cibo. Il contenuto
energetico deve derivare da una combinazione di fonti la cui base
può essere il mais e l'orzo fioccati e l'avena schiacciata.
A questo vanno aggiunti i grassi in forma di olio vegetale (soia
o mais) per un massimo di 7-10% del totale del mangime finito.
La quantità di avena e orzo varia a seconda del cavallo, andando
da 1 kg a max. 3 kg al giorno, 50% avena, 50% orzo. Importante
è che l'orzo sia schiacciato o fioccato (i semi sono troppo duri
per essere frammentati dai denti), mentre l'avena può essere data
intera. Il mangime viene integrato con degli elettroliti: cloruro
di sodio (sale da cucina, 0,5%), carbonato di calcio (0,5%).
E' importante valutare il peso ottimale del vostro cavallo, anche
se non avete una bilancia, il vostro occhio vi dirà se è troppo
grasso o troppo magro. Nel primo caso il grasso in eccesso sovraccaricherà
il lavoro muscolare e impedirà una dispersione del calore mentre
nel secondo, non avrà riserve per completare una gara lunga. Quando
andiamo alle gare, l'alimentazione di base rimane invariata.
SAPPIATE CHE:
- Un cavallo da fondo in lavoro deve mangiare almeno il
2% del suo peso corporeo di foraggio (erba o fieno). Esempio,
un cavallo di 400 kg deve mangiare intorno agli 8-10 kg di foraggio
al giorno. Un cavallo in allenamento intenso dovrebbe avere sempre
a disposizione del fieno.
- Non dategli mangime in eccessiva quantità entro le 3-4
ore prima della partenza della gara e non esagerate ai cancelli
veterinari.
- Durante il trasporto lasciategli a disposizione soltanto
del fieno, e dategli dell'acqua di tanto in tanto.
- Includete il 10% di grassi (in forma di olio vegetale)
nella razione.
- Il cavallo da fondo richiede solo il 10% circa di proteine.
Un eccesso di proteine può essere dannoso per la prestazione sportiva.
- Non esagerate con gli integratori, analizzate prima
il vostro mangime in modo da aggiungere solo quello che manca.
- Usate gli elettroliti negli allenamenti intensi, specialmente
quando fa molto caldo e umido. Ricordatevi anche che almeno una
volta all'anno è necessario far vedere i denti del vostro cavallo
al veterinario per mantenere una masticazione perfetta: i denti
degli erbivori sono in continua crescita e talvolta possono crescere
in maniera disuguale formando le cosiddette "punte" che nel peggiore
dei casi trafiggono fastidiosamente l'interno della bocca creando
ulcere dolorose e limitando quindi la funzionalità della bocca.
Maurizio Toscani