Animali domestici in vendita, la California pensa al divieto

Animali domestici in vendita? Potrebbe essere una pratica non lecita in California, dove da tempo si sta pensando a un provvedimento che possa aiutare, in modo concreto e radicale, la lotta contro lo sfruttamento di pets, favorendo invece l’adozione degli animali abbandonati.

Peraltro, non è questa la prima volta che il Paese USA si fa notare per un’attenzione particolare e dedicata nei confronti degli animali domestici, visto e considerato che pochi mesi fa aveva introdotto una legge che obbligava i negozi di San Francisco a mettere in vendita solamente cani e gatti abbandonati, o provenienti da rifugi. Ora, però, un interessante passo in avanti: pianificare il divieto di vendita di animali domestici in tutto lo Stato.

Le associazioni animaliste sembrano essere ben liete di tale progetto, considerato che da diverso tempo lamentano come l’industria degli allevamenti di animali abbia alimentato un business dai contorni spesso non troppo chiari, e che proprio per i grandi numeri alimentati, sarà ben difficile cercare di contrastare tale battaglia.

Se il progetto dovesse tramutarsi in realtà, significherebbe che la California diverrà apripista verso un futuro che metterà al bando qualsiasi forma di sfruttamento di animali domestici, introducendo un disegno di legge che potrebbe essere copiato, o fungere almeno da fonte di ispirazione, per altri simili provvedimenti a livello nazionale o internazionale.

Si attende dunque, per ora, il benestare dell’assemblea: se ci sarà senza particolar modifiche, i negozi di animali domestici in tutto il territorio dello Stato non potranno più vendere cani, gatti o altri animali domestici, a meno che non provengano da un rifugio o da un’associazione che ha come scopo quello della tutela e del salvataggio di animali.

Se approvato, in altri termini, tale disegno di legge darà un segnale piuttosto forte al business in questione e, soprattutto, agli allevamenti di pets, che spesso sono finiti nel mirino delle associazioni animaliste, che hanno frequentemente sottolineato pratiche di allevamento non proprio congrue. Per il momento, però, niente di quanto sopra è ancora realtà. Non ci rimane che attendere novità, nella speranza che si possa finalmente celebrare un migliore trattamento degli animali in vendita.

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