Animali domestici, ecco come scaricare correttamente le spese veterinarie

Stando a quanto riferisce una recente indagine condotta da Adoc, gli italiani spendono in media 1.800 euro l’anno per mantenere un cane di taglia media, mentre per un gatto i costi sono mediamente più bassi, ma comunque in grado di raggiungere gli 800 euro. Somme non certo irrilevanti che, in tempi di dichiarazione dei redditi, meritano certamente un discreto approfondimento, anche alla luce della recente risoluzione dell’Agenzia delle Entrate che ha chiarito le agevolazioni fiscali per chi ha un amico a quattro zampe. Ma che cosa ha stabilito? E che cosa si può detrarre? E, ancora, con quali limiti?

Cominciamo ricordando che si possono detrarre le spese mediche e quelle per l’acquisto di medicinali destinati a cani, a gatti e a altri animali domestici. La detrazione sarà del 19% ai fini Irpef, con un limite massimo di 387,84 euro. Tenete conto, tuttavia, che tale limite di spesa si riferisce non al singolo cane o gatto, bensì alla somma delle spese che sono sostenute per tutti gli animali posseduti. Tenete inoltre conto che per poter conteggiare correttamente il valore da condurre in detrazione bisogna tenere in considerazione la presenza di una franchigia (ovvero, di un limite minimo di spesa) pari a 129,11 euro.

Alla luce di quanto sopra, se nel 2016 avete sostenuto spese sanitarie per animali domestici legalmente posseduti pari a 500 euro, la detrazione sarà calcolata sul differenziale tra i 500 euro e i 129,11 euro (poco più di 370 euro).

Ancora, ricordiamo che per poter detrarre correttamente le spese sanitarie le stesse dovranno essere documentate mediante le ricevute fiscali intestate al contribuente e rilasciate dal medico veterinario, oppure con scontrini fiscali parlanti, cioè quelli che includono il codice fiscale del proprietario, emessi dalla farmacia, da conservarsi per cinque anni.

Infine, vi ricordiamo che dal 2016 molti Comuni italiani hanno introdotto uno sconto sulla Tari (la tassa sui rifiuti urbani) per quelle persone che adottano un animale domestico da una struttura pubblica (come un canile). Informatevi pertanto presso il vostro Municipio se sussistono simili benefici tributari: meglio approfittarne, no?

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